L’Intelligenza Artificiale alla prova della maturità: opportunità, reinvenzione dei ricavi e il nuovo ruolo del Broker

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nel settore assicurativo ha superato la fase delle mere sperimentazioni tattiche. Oggi la sfida per l’intera filiera non riguarda più la semplice adozione della tecnologia, ma la capacità di cogliere tempestivamente la portata di questo cambiamento: scegliere un posizionamento competitivo solido, riorganizzare i dati e i processi decisionali e, soprattutto, evolvere la consulenza per valorizzare la relazione con il cliente.

Un quadro chiaro delle dinamiche in atto emerge dall’analisi incrociata di due recenti studi di riferimento: il report di Accenture, intitolato How Insurers Drive Revenue by Deploying AI with Intent (che integra i dati con l’indagine Pulse of Change 2026), e la ricerca firmata McKinsey, How AI will reshape the economics of insurance: A CEO’s guide to strategy.

 

Il nodo macroeconomico: un mercato che richiede nuova consulenza

Per comprendere l’opportunità strategica che si apre per l’intermediazione e in particolare per i Broker, occorre osservare lo scenario economico complessivo. Secondo lo studio di McKinsey, tra il 2005 e il 2025 i premi lordi globali sono cresciuti a un ritmo medio annuo del 4,9% (raggiungendo circa 8.300 miliardi di dollari), mentre gli utili ante imposte sono saliti del 4,3% (circa 580 miliardi di dollari).

Ciononostante, nell’ultimo decennio i ricavi assicurativi sono aumentati di sole 1,24 volte rispetto al 2015: un ritmo inferiore sia alla crescita del PIL mondiale (1,58 volte) sia a quello della maggior parte degli altri comparti economici. Questo scarto segnala una criticità di fondo: l’offerta tradizionale stenta a evolvere con la stessa velocità dei rischi emergenti.

I protection gap rimangono infatti estremamente ampi:

  • Catastrofi naturali: lo studio McKinsey stima un gap globale di 133 miliardi di dollari per il solo 2025.
  • Cyber Risk: si stima che meno dell’1% dei costi globali sia attualmente coperto da assicurazione, con un deficit protettivo stimato in circa 900 miliardi di dollari.

In questo contesto, l’IA diventa la leva per espandere il mercato assicurabile in tre direzioni chiave: la copertura di nuove esposizioni (responsabilità da IA, interruzioni d’attività non fisiche, attacchi cyber complessi), la diffusione di polizze parametriche e su misura, e un underwriting di precisione basato su dati in tempo reale. Per il Broker, intercettare questi nuovi bisogni significa posizionarsi come consulente insostituibile nella gestione dei rischi complessi.

 

La situazione sul campo: efficienza operativa e nodi da sciogliere

L’indagine condotta da Accenture su 263 dirigenti senior e 15 leader di compagnie globali dei rami Danni e Vita conferma l’impatto economico immediato della tecnologia: l’81% degli assicuratori registra un aumento effettivo dei ricavi grazie alle iniziative guidate da dati e IA, con un incremento di almeno il 5% dei premi lordi sottoscritti spinto da un pricing più accurato, personalizzazione delle coperture e cross-selling.

Sul fronte operativo, i dati Pulse of Change 2026 indicano che l’86% dei dipendenti del settore rileva un aumento della propria produttività grazie all’uso degli strumenti di IA. Inoltre, il 57% degli operatori lavora regolarmente con AI agent, un dato superiore di 13 punti percentuali rispetto alla media intersettoriale.

Nonostante questi indicatori positivi, emergono ancora diversi ostacoli all’integrazione su vasta scala:

  • Integrazione limitata: solo il 23% delle compagnie ha raggiunto una vera integrazione aziendale dell’IA.
  • Competenze concentrate: sebbene il 70% promuova programmi di formazione sull’IA, solo il 14% li ha estesi a livello aziendale, lasciando le competenze in piccoli nuclei di specialisti.
  • Misurazione dei risultati: l’83% rileva lacune nel collegare l’IA a risultati misurabili, e solo il 32% dei dirigenti dà priorità alla crescita dei ricavi.
  • Limiti infrastrutturali: l’integrazione dei sistemi legacy (50%) e la qualità o accessibilità dei dati (45%) rimangono i principali freni.

 

Cogliere la trasformazione dell’IA: le prospettive per i Broker

Per gli intermediari e per il mondo del Brokeraggio, cogliere i cambiamenti portati dall’IA significa non subire la tecnologia, ma utilizzarla per elevare la propria offerta. I report consigliano alcune direttrici chiave:

  1. Competenze diffuse e ruolo attivo del Broker: Accenture evidenzia la necessità che gli esperti di settore – compresi i Broker e gli specialisti del rischio – sviluppino competenze sull’IA. In questo modo possono guidare l’implementazione degli strumenti digitali, mettere in discussione i risultati degli algoritmi e individuare con maggiore precisione gli approfondimenti sui rischi.
  2. Workflow coordinati tra uomo e agenti virtuali (Human-in-the-loop): con il 68% degli intervistati che prevede la trasformazione dei processi tramite AI agent, la priorità diventa integrare l’automazione nelle attività di routine, garantendo al contempo che la supervisione e la relazione umana a valore aggiunto rimangiano centrali.
  3. Governance proattiva e trasparenza: il 56% delle compagnie ha già adottato quadri formali di governance dell’IA. Per il Broker, la trasparenza nell’uso dei dati e delle analisi etiche diventa un fattore cruciale per costruire e mantenere la fiducia degli assicurati.

In definitiva, l’evoluzione tecnologica consente di trasformare il rapporto con il cliente: da una logica reattiva basata sull’indennizzo post-sinistro a una partnership proattiva e continuativa. Attraverso l’integrazione di dati in tempo reale, telematica e analisi predittive, i Broker hanno l’opportunità di guidare le aziende clienti in un percorso costante di prevenzione, mitigazione del rischio e protezione personalizzata.

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