Sinistri Marine: perché il danno più costoso è spesso quello che non si vede

Nel marine, l’impatto economico di un sinistro non si misura solo dall’entità del danno immediatamente visibile. Gli incendi a bordo ne sono una chiara dimostrazione: oltre ai danni causati direttamente dalle fiamme, le conseguenze più onerose derivano dagli effetti indiretti dell’evento.

Contaminazione, corrosione, fumi acidi, cloruri, umidità residua e acqua di mare possono infatti depositarsi sulle merci e sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche favorendo processi corrosivi.

Nel tempo, questi agenti alterano l’affidabilità e la funzionalità delle apparecchiature, aumentando il rischio di malfunzionamenti, guasti progressivi e prolungati fermi operativi che possono generare costi superiori a quelli del danno originario.

È proprio questa crescente severità dei sinistri a rappresentare oggi una delle principali sfide per il settore. Un trend confermato dal Safety and Shipping Review 2026 di Allianz Commercial che evidenzia come il tema centrale non sia il numero degli eventi, ma le conseguenze sempre più significative che essi comportano.

(Fonte: https://commercial.allianz.com/news-and-insights/reports/shipping-safety.html)

 

Alla base di questa tendenza vi è una profonda evoluzione del trasporto marittimo. Navi di dimensioni maggiori, merci innovative e ad alto valore aggiunto, sistemi di bordo sempre più tecnologici aumentano infatti l’esposizione a danni significativi e rendono fondamentale la capacità di intervenire rapidamente per contenere le conseguenze dell’evento e ripristinare la piena operatività.

Nel 2025 sono stati segnalati oltre 200 incendi su grandi navi, in particolare portacontainer e unità per il trasporto di veicoli: il secondo dato più elevato degli ultimi dieci anni.

Tra i fattori che stanno ridefinendo il profilo di rischio del settore marittimo vi è la crescente diffusione di merci ad alta densità tecnologica, in particolare batterie agli ioni di litio e veicoli elettrici.

Allianz evidenzia come, nel 2025, la presenza globale di batterie agli ioni di litio fosse circa sei volte superiore rispetto a cinque anni prima e come la domanda sia destinata ad aumentare ulteriormente entro il 2030.

La criticità, tuttavia, non risiede esclusivamente nell’incremento dei volumi trasportati, ma anche nelle modalità di dichiarazione, imballaggio e stivaggio. Batterie danneggiate, non correttamente gestite o non dichiarate come merci pericolose possono aumentare sensibilmente il rischio di incendio e rendere più complessi gli interventi di emergenza.

Lo confermano anche i numeri: circa un quarto degli incidenti riconducibili al carico riguarda proprio merci pericolose non segnalate in modo adeguato, come batterie o sostanze chimiche.

È in questi casi che il danno iniziale può trasformarsi in una perdita molto più estesa, confermando come, nel settore marine, i costi maggiori siano spesso quelli che non si vedono nell’immediato.

 

Dal danno materiale alla Business Interruption: cosa rende complesso un sinistro Marine

Proprio perché le conseguenze di un sinistro possono estendersi ben oltre il danno immediatamente visibile, la gestione dell’emergenza richiede interventi tempestivi e competenze altamente specialistiche, in grado di preservare il valore degli asset e ridurre il rischio di Business Interruption.

Navi, cantieri navali e piattaforme offshore sono contesti particolarmente complessi e articolati, caratterizzati dalla presenza di spazi confinati, lavorazioni simultanee, impianti sensibili e componenti ad alto valore. In questi scenari, la gestione di un danno richiede una valutazione tecnica approfondita, capace di distinguere ciò che è compromesso da ciò che può ancora essere recuperato.

Come sottolinea Giovanni Denora, Responsabile della divisione Marine & Offshore: «BELFOR viene chiamata per risolvere problematiche complesse di bordo, meccaniche ed elettroniche. In questi casi il primo passaggio è una mappatura precisa dell’entità del danno, per capire quali componenti siano realmente compromesse, quali possano essere recuperate e quali attività di bonifica, decontaminazione o ripristino siano necessarie».

Non sempre, infatti, la sostituzione rappresenta la soluzione più efficiente sotto il profilo operativo ed economico. In presenza di sistemi elettronici, impianti speciali o apparecchiature con tempi di approvvigionamento elevati, il recupero può consentire di ridurre sensibilmente i tempi di fermo e limitare gli effetti della Business Interruption.

Si tratta di tematiche che BELFOR ha avuto modo di approfondire durante la propria partecipazione al Genoa Maritime Forum 2026, dello scorso giugno, confrontandosi con armatori, operatori logistici e professionisti del settore sulle crescenti sfide legate alla gestione dei danni, alla continuità operativa e alla riduzione dei tempi di ripristino.

Recupero degli asset e continuità operativa: le lezioni dai casi sul campo

L’esperienza maturata da BELFOR Italia nel comparto Marine trova applicazione in interventi particolarmente complessi, accomunati da un elemento fondamentale: la necessità di limitare l’impatto operativo dell’evento e accelerare il più possibile il ritorno alla normalità.

«Nel corso degli anni abbiamo gestito casi molto diversi», racconta Denora. «Tra i più significativi ricordo il ripristino della linea principale di distribuzione elettrica danneggiata da un incendio su una nave militare nel cantiere del Muggiano: un intervento complesso, completato nell’arco di quasi sei mesi e portato a termine nel pieno rispetto delle tempistiche richieste dal Committente. Ricordo anche l’incendio su una nave da crociera in costruzione a Mestre, per il quale le attività di ripristino sono state eseguite secondo i tempi concordati con il cliente, e il caso di una nave cisterna, dove dopo un incendio in sala macchine siamo stati impegnati per circa quattro mesi nelle attività di bonifica e ripristino, anche in questo caso rispettando integralmente le scadenze operative previste».

Le esperienze maturate sul campo evidenziano un elemento comune: nei sinistri Marine complessi, la differenza non è determinata esclusivamente dall’intervento post-evento, ma anche dal livello di preparazione sviluppato prima che l’emergenza si verifichi.

 

Prepararsi prima dell’emergenza: il ruolo del P.I.A.®

Se è vero che, in caso di sinistro, la priorità è contenere i danni, mettere in sicurezza le aree coinvolte e salvaguardare ciò che è recuperabile, è altrettanto vero, come evidenzia Denora, che «la gestione del danno non può limitarsi alla sola fase successiva all’evento: la rapidità e l’efficacia della risposta dipendono dalle attività di pianificazione e preparazione svolte prima che l’emergenza si verifichi».

In quest’ottica, la preparazione assume un ruolo sempre più strategico nella gestione del rischio, soprattutto in uno scenario caratterizzato da navi tecnologicamente più complesse, asset ad alto valore e scenari di rischi in continua evoluzione.

In questo contesto si inserisce P.I.A.® – Pronto Intervento Azienda di BELFOR, il servizio che integra preparazione preventiva, formazione e rapidità di intervento.

Un approccio strutturato che non si limita a garantire l’accesso prioritario ai servizi di supporto operativo in caso di emergenza, ma può essere completato con strumenti dedicati alla pianificazione e alla preparazione per definire in anticipo criticità, procedure operative e predisporre piani di intervento adeguati per ridurre i tempi di risposta e limitare l’impatto del sinistro.

A questo si affianca un’esperienza maturata in oltre trent’anni nel settore Marine, che consente a BELFOR di mettere in campo know-how e competenze nella gestione dei sinistri complessi attraverso un team di tecnici specialistici.

Per il broker questo significa poter integrare la copertura assicurativa con strumenti concreti di preparazione e gestione dell’emergenza. In un contesto in cui il costo maggiore di un sinistro è spesso rappresentato dalla Business Interruption e dai danni indiretti, la capacità di pianificare la risposta e accelerare il recupero degli asset diventa un fattore determinante per limitare l’impatto economico dell’evento e favorire il rapido ritorno alla piena operatività.

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