Obbligo di protezione Cat-Nat: un (primo) passo in avanti su una lunga strada

La protezione dai rischi derivanti dalle catastrofi naturali, per molti versi, non è solo un tema per il nostro Paese, ma uno dei principali e più attuali.

Quando, ormai dodici mesi fa, è entrato in vigore l’obbligo per le imprese di sottoscrivere assicurazioni contro le Cat-Nat, come AIBA abbiamo accolto la norma con favore, vedendola come un fondamentale passo in avanti per le imprese e per il Paese. Come noto, la legge è stata inizialmente applicata alle grandi aziende, per poi estendersi nei mesi successivi alle medie e piccole imprese.

A un anno di distanza è possibile tracciare un primo bilancio, sintetizzabile così: “la strada è giusta, ma il percorso è ancora lungo”.

Non si può non partire dai dati, che però si prestano inevitabilmente a una doppia lettura: quella del bicchiere “mezzo pieno” o “mezzo vuoto”. Dodici mesi fa, le aziende che avevano sottoscritto polizze contro il rischio di catastrofi naturali erano circa il 7% del totale; oggi questa quota è raddoppiata, raggiungendo il 15%. Da un lato, possiamo certamente sottolineare – a ragione – il risultato significativo: in un anno è raddoppiata la quota di imprese assicurate. Dall’altro lato, però, resta il dato critico: la maggioranza delle imprese continua a non essere assicurata. È quindi necessario lavorare affinché questa percentuale si riduca il più rapidamente possibile.

L’obbligo assicurativo ha inoltre affrontato, fin dal suo esordio, un importante stress test: il ciclone Harry, che ha messo in luce i limiti della copertura obbligatoria contro i fenomeni naturali estremi. In particolare, la mancata inclusione della fattispecie della mareggiata ha alimentato dibattiti tra contribuendo anche a generare sfiducia verso una misura che, pur positiva, risulta ancora perfettibile.

Come rilevato da AIBA, l’evento ha evidenziato diversi aspetti da rivedere e migliorare. Tra questi, l’esigenza – più volte sottolineata dall’Associazione – di estendere l’obbligo a un maggior numero di fattispecie, includendo, ad esempio, tempeste convettive, grandine e vento forte: tre rischi rilevanti oggi esclusi. Così come si potrebbe valutare di includere la business interruption, le spese di demolizione o sgombero.

Si tratta di un percorso lungo e complesso, nel quale AIBA continuerà a svolgere un ruolo centrale. Ma si tratta anche di un’opportunità che richiede a noi Broker di agire sempre più come consulenti capaci di sensibilizzare le imprese sui rischi che corrono e di andare anche oltre il semplice rispetto normativo, intraprendendo un approccio consapevole e strutturato alla gestione del rischio.

Usiamo i cookie per darti la migliore esperienza d'uso possibile.