Il Brokeraggio che guarda ai giovani e al futuro – elementi di riflessione post Convegno 2026

Anche quest’anno il Convegno Nazionale di AIBA si è posto l’obiettivo ambizioso di leggere il presente e anticipare il futuro. Questa volta siamo partiti da una domanda semplice ma decisiva: quale ruolo avranno i giovani nel futuro del Brokeraggio? E, soprattutto, cosa possiamo fare noi per renderlo un settore capace di attrarli, coinvolgerli e valorizzarli?

Parlare di giovani significa parlare del futuro del Paese. Un futuro che si confronta con una dinamica demografica complessa: dalle circa 900 mila nascite annue degli anni ’60 siamo scesi a poco più di 355 mila nel 2025. È un dato che sorprende ogni volta che viene ricordato e che riguarda da vicino anche il nostro settore. Perché i giovani non rappresentano solo il ricambio generazionale, ma portano con sé nuovi valori, nuovi modi di intendere il lavoro e nuove aspettative nelle relazioni professionali.

Il Brokeraggio può e deve crescere tra i più giovani: l’età media dei nostri associati supera i 57 anni, eppure parliamo di un settore centrale per l’economia del Paese, dinamico, articolato, ricco di competenze e di eccellenze diffuse su tutto il territorio. Il Brokeraggio ha tutte le caratteristiche per essere attrattivo. Ma questa attrattività non può essere data per scontata: va costruita. Dobbiamo farci conoscere meglio, parlare il linguaggio delle nuove generazioni, intercettarle nei contesti formativi e accompagnarle in percorsi di crescita solidi. Offrire opportunità concrete significa anche contribuire a contrastare la percezione che il futuro professionale si trovi necessariamente altrove.

La nostra professione, nel frattempo, sta cambiando rapidamente. L’evoluzione dei rischi, la crescente complessità dei bisogni di famiglie e imprese, l’innovazione tecnologica stanno ridefinendo il ruolo del Broker. Siamo sempre più consulenti, gestori del rischio, professionisti della relazione e promotori della cultura della prevenzione. In un Paese caratterizzato da un tessuto di PMI che rappresentano l’ossatura dell’economia, il nostro contributo è fondamentale, anche alla luce di un livello di sottoassicurazione ancora significativo rispetto al contesto europeo.

Questo cambiamento richiede nuove competenze. Accanto alle conoscenze tecniche – dal digitale all’analisi dei dati, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità – diventano sempre più centrali le soft skills: capacità relazionali, comunicazione, problem solving, costruzione della fiducia. Allo stesso tempo, evolvono anche le strutture organizzative: le grandi realtà si orientano verso modelli multidisciplinari, mentre le realtà medie e piccole puntano su specializzazione e nicchie di mercato.

I segnali positivi non mancano. Negli ultimi anni è cresciuto in modo significativo il numero di broker under 40, con un incremento del 63% tra il 2021 e il 2025. Tuttavia, resta elevata la difficoltà nel reperire profili adeguati: oltre sei Broker su dieci – come evidenzia l’indagine che abbiamo presentato al Convegno – segnalano criticità nella ricerca di competenze, in particolare in ambito tecnico, commerciale e digitale.

Per questo, come AIBA, abbiamo rafforzato il nostro impegno su formazione e dialogo con il mondo accademico. Il nuovo corso di Executive Education sviluppato con l’Università Cattolica rappresenta un investimento concreto nella crescita professionale. Allo stesso modo, la nuova sezione “Lavoro” sul nostro sito vuole facilitare questo dialogo con candidati e candidate interessati a lavorare nel settore.

Il futuro del Brokeraggio non dipende solo da tecnologia, normativa o mercati. Dipende dalla nostra capacità di ascoltare, coinvolgere e valorizzare le nuove generazioni. E, insieme a loro, di evolvere. Conoscere per cambiare, dunque. Ma soprattutto, cambiare insieme.

Flavio Sestilli, Presidente AIBA

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