La mattina del 19 ottobre una notizia fa capolino sulle homepage dei giornali di tutto il mondo: tre individui si sono intrufolati al Louvre e indisturbati hanno portato via otto preziosi gioielli del periodo napoleonico. Il danno economico è ingente (per un valore stimato di circa 88 milioni di euro) ma quello simbolico è incommensurabile: è stato violato il luogo che custodisce alcuni dei tesori più preziosi dell’intera umanità, sfregiandone la storia e la memoria.
Un episodio che ha fatto sorgere immediatamente delle domande: come si può proteggere il patrimonio artistico di un Paese? Quali dispositivi si possono adottare per tutelare dei beni che rappresentano la memoria collettiva di un popolo? Proprio questi interrogativi, con un involontario tempismo perfetto, sono stati al centro del convegno internazionale “L’arte di proteggere l’arte. L’evoluzione nell’assetto assicurativo per i beni artistici e culturali” che si è svolto, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, il 27 ottobre, a neanche dieci giorni dal furto al Louvre. Tra i partecipanti, anche il presidente Flavio Sestilli, che ha evidenziato il ruolo strategico dei Broker nella tutela del patrimonio artistico e culturale, uno dei pilastri dell’economia italiana e, soprattutto, uno dei componenti essenziali dell’identità del Paese.
Anche nel mondo dell’arte, infatti, l’assicurazione rappresenta uno strumento essenziale non solo per preservare il bene artistico, ma anche per garantire la possibilità di renderlo nuovamente fruibile, preservandone il valore culturale e la trasmissione nel tempo, al di là della pluralità di rischi, dagli incendi ai furti, passando per gli atti vandalici o le catastrofi naturali sempre più frequenti, a cui può essere esposto.
In questo senso, anche la tecnologia può offrire un supporto fondamentale grazie, ad esempio, all’adozione di sistemi avanzati di analisi dei rischi supportati da dati e intelligenza artificiale o di strumenti di monitoraggio ambientale in tempo reale. Proprio su questi aspetti si è focalizzato l’intervento di Flavio Sestilli che ha individuato nella figura del Broker un ponte tra rischio e tecnologia che, stando a fianco del cliente, può facilitare l’adozione di soluzioni che migliorano la prevenzione, mettono insieme e integrano sistemi di protezione diversi e supportano strategie di tutela efficaci.
Nel percorso di tutela dei beni artistici, di cui il furto al Louvre ha rivelato l’urgenza, i Broker rappresentano un attore strategico. Attraverso consulenza, innovazione, prevenzione e capacità di interpretare l’evoluzione del rischio, contribuiscono a proteggere ciò che dà forma alla nostra storia e all’identità del nostro Paese. Perché assicurare un’opera, un museo, un palazzo storico significa, in definitiva, tutelare ciò che siamo.









