Catastrofi naturali: la scarsa diffusione delle assicurazioni in Italia ed Europa

Il cambiamento climatico sta diventando una delle sfide più urgenti del nostro tempo e con lui anche gli eventi meteorologici estremi come incendi, nubifragi e alluvioni, che stanno facendo lievitare, di conseguenza, anche i costi economici. In Europa, però, è ancora scarsa la diffusione delle assicurazioni contro le catastrofi naturali.

Secondo la Banca Centrale Europea (BCE), solo il 25% dei danni causati da tali eventi nell’UE è coperto da assicurazioni, lasciando il restante 75% a carico dei proprietari

Cosa succede negli altri Paesi europei

In Italia, la copertura assicurativa contro le catastrofi naturali è tradizionalmente bassa, nonostante l’80% del territorio nazionale sia esposto a rischio sismico o ideologico.

Secondo l’IVASS, nel 2022 i premi lordi per coperture assicurative dei rischi catastrofali naturali rappresentavano il 6,6% dei premi danni totali del mercato, un incremento rispetto al 6% registrato nel 2021.

Al contrario, Paesi come Francia e Spagna si distinguono per sistemi assicurativi più solidi e strutturati. In Francia, per esempio, è in vigore dal 1982 un sistema obbligatorio di copertura contro le catastrofi naturali, integrato da un fondo statale di riassicurazione.

In Spagna vige un sistema simile grazie al Consorcio de Compensación de Seguros che fornisce una rete di sicurezza per tutti gli assicurati.

Cosa propone l’Unione Europea per uscire dall’impasse

L’attuale modello assicurativo europeo è insufficiente ad affrontare le sfide poste al cambiamento climatico. BCE ed EIOPA, autorità europea delle assicurazioni, spingono per un sistema assicurativo integrato e condiviso a livello europeo.

Infatti, per ridurre il protection gap, ovvero il divario tra i danni economici causati da eventi estremi e la quota di tali danni effettivamente coperta da assicurazioni – in Europa, oggi, solo il 25% dei danni da disastri naturali è assicurato, BCE ed EIOPA propongono un sistema strutturato su due binari: schema di riassicurazione pubblico-privato a livello europeo e fondo UE per la ricostruzione e il finanziamento dei disastri.

L’obiettivo della proposta è espandere la copertura assicurativa tra privati e aziende, mitigare i costi pubblici futuri per la gestione delle emergenze e, infine, favorire la resilienza climatica su scala europea.

Resta solo un dubbio: bisognerà capire se tutti gli Stati membri accetteranno un sistema di condivisione del rischio. Serve, infatti, un equilibrio tra solidarietà europea e autonomia dei singoli Paesi in materia di gestione dei disastri. Infine, sarà fondamentale anche migliorare l’educazione assicurativa per aumentare la consapevolezza e la domanda di polizze climatiche.

Cosa succederà nel prossimo futuro

Sebbene ci sia una crescente consapevolezza dell’importanza delle assicurazioni contro le catastrofi naturali, l’Italia e l’Europa sono ancora molto indietro nella copertura assicurativa. L’obbligo imposto alle imprese è un primo passo, ma occorre migliorare la cultura del rischio per colmare un gap che, in un contesto di cambiamenti climatici crescenti, rappresenta una seria vulnerabilità economica e sociale.

Per correre incontro al mondo in continua evoluzione, anche il mercato assicurativo dovrà basarsi su una serie di innovazioni: big data e data analytics, tecnologie satellitari e telerilevamento, intelligenza artificiale e machina learning, blockchain, Internet of Things (IoT) e sensori ambientali, piattaforme digitali e API aperte, strumenti di engagement ed educazione digitale.

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