Polizze sanitarie, piani pensionistici integrativi, buoni pasto, benefit e sconti. Sono molteplici le facce che il welfare aziendale assume nelle aziende italiane e che sta conoscendo una sempre maggiore diffusione. Nella sola Lombardia l’Osservatorio sul welfare aziendale e contrattuale, pubblicato annualmente da Assolombarda, ha rilevato che quasi due imprese su tre prevedono forme di welfare aziendale per i propri dipendenti. A guidare questa tendenza sono le imprese più grandi, oltre l’80% di quelle con più di 100 lavoratori le adotta, seguite da quelle medie, tra i 25 e i 100 dipendenti, che le adottano nel 65% dei casi e infine da quelle più piccole, sotto i 25, di cui oltre la metà, il 54%, le prevede. Quello lombardo è un trend nazionale di cui si è accorto anche il governo italiano che vorrebbe ulteriormente implementare le misure a favore del welfare aziendale nei prossimi mesi, già a partire dalla legge finanziaria.
Benessere prima di tutto: cosa vogliono i lavoratori oggi
L’adozione di misure di welfare aziendale da un numero sempre maggiore di imprese è figlia anche di una forza lavoro in mutamento, per cui il benessere psico-fisico vale sempre di più. Non è un caso, infatti, che il titolo scelto per l’8° Rapporto Censis-Eudaimon metta l’accento proprio su questa ventata di novità: “Lavoro, aziende e benessere dei lavoratori: un’epoca nuova”. Secondo la ricerca, la stragrande maggioranza dei lavoratori (ben l’83,4%) ritiene prioritario che il suo lavoro contribuisca al proprio benessere olistico, fisico e psicologico. E per ottenere questo obbiettivo il welfare aziendale si rileva un utile alleato: a fronte dell’idea diffusa (il 65% dei lavoratori ne è convinto) che l’impresa possa fare molto per migliorare il benessere dei dipendenti, un rafforzamento del welfare aziendale, benefit ma non solo, è tra le misure più apprezzate (oltre l’85%), seguito dalle opportunità di formazione e sviluppo (84%) e dalle iniziative per la salute fisica (80%).
La crisi del welfare tradizionale e le opportunità di quello aziendale
L’importanza del welfare aziendale assume una centralità decisa nell’esperienza dei lavoratori alla luce di un sistema di welfare statale sempre più debole: in futuro sarà in grado di garantire i bisogni essenziali solo per il 4,3% dei dipendenti. In generale solo un quinto dei lavoratori guarda al futuro con fiducia “grazie ad una rete di protezione pubblica e personale robusta”, mentre il 38,3% prova ansia per la fragilità della sua rete di tutela, il 21,7% si sente insicuro per l’assenza di una rete di copertura e il 17,5% vive negativamente l’eccesso di incertezza. Particolarmente forte è il senso di insicurezza e vulnerabilità per quanto riguarda gli ambiti della non autosufficienza (71%), delle malattie (56,6%) e anche dell’istruzione dei figli (52%).









