Cybersecurity: il 53,8% delle aziende ha programmato investimenti per il 2025-26

La digitalizzazione delle imprese italiane è in continua evoluzione. Il recente report ISTAT “Imprese e ICT” fornisce un quadro dettagliato sull’adozione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nelle aziende, evidenziando anche il livello di protezione contro i rischi cyber.

Sicurezza informatica: dove siamo oggi?

Il 75,9% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza almeno tre misure di sicurezza informatica, in linea con la media europea (76,5%). L’attenzione alla cybersecurity riguarda anche le imprese più piccole, che tuttavia risulta per lo più limitata a misure di protezione di base quali autenticazione con password forte (86,6%) e back up dei dati (79,5%).

Le percentuali si abbassano quando si passa alle protezioni più avanzate:
• conservazione dei file di registro (44,7%), necessaria per analizzare gli incidenti di sicurezza
• pratiche di valutazione del rischio (36,9%)
• esecuzione periodica di test di sicurezza (31,8%)
• crittografia di dati, documenti o e-mail (22,4%)

Il divario tra grandi imprese e PMI si registra anche rispetto all’adozione di documenti sulla sicurezza ICT, che vede le imprese più piccole al 35% e le grandi all’83,6%, e la formazione degli addetti alla sicurezza informatica, dove la distanza è di circa 25 punti.

Violazioni cyber: chi è più esposto?

L’avanzare della digitalizzazione, l’utilizzo di strumenti informatici anche da remoto e l’adozione dell’intelligenza artificiale espongono le aziende al rischio di violazioni e intrusioni sempre più sofisticate, che possono ad esempio rendere indisponibili i servizi e causare la distruzione o divulgazione di dati riservati.

Nel 2024, il 15,8% delle imprese con almeno 10 addetti ha subito almeno un incidente di questo tipo, percentuale che sale al 29,9% tra le imprese più grandi.

Il settore più colpito è stato quello delle attività di produzione cinematografica (33% delle imprese), seguito dalle agenzie di viaggio e tour operator (24%), dal comparto della fabbricazione di computer e apparecchiature elettroniche e dall’editoria, con quote tra il 21% e il 23%, fino ad arrivare al settore della ristorazione e dei trasporti.

Il futuro della cybersecurity: investimenti in crescita

La sicurezza informatica occupa una posizione di rilievo anche negli obiettivi delle aziende per il prossimo futuro, tanto che il 53,8% ha dichiarato di aver programmato investimenti per il periodo 2025-2026.

In uno scenario sempre più connesso e digitalizzato, proteggere i dati e le infrastrutture IT non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Oltre all’adozione di misure di sicurezza avanzate, diventa fondamentale il trasferimento del rischio al mercato assicurativo. Il Broker professionista ha e avrà in questo un ruolo di primo piano nell’affiancare le imprese – anche e soprattutto di medie e piccole dimensioni – nell’analizzare i potenziali rischi e individuare le coperture più idonee per la prevenzione e la gestione degli incidenti informatici, tutelando la continuità del business e limitando le ricadute economiche

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